Sergio Romano, La Stampa, 19/01/1997, 19 gennaio 1997
Se la legge elettorale è ancora, in parte, proporzionale e la Costituzione è parlamentare, ogni partito, non appena entra in Parlamento, ha il diritto e l’obbligo di pensare a se stesso
Se la legge elettorale è ancora, in parte, proporzionale e la Costituzione è parlamentare, ogni partito, non appena entra in Parlamento, ha il diritto e l’obbligo di pensare a se stesso. Bossi non poteva permettere che Berlusconi governasse bene. Se lo avesse assecondato e gli avesse consentito, per esempio, di uscire vincente dalla battaglia per le pensioni, molti elettori della Lega, alle elezioni successive, l’avrebbero abbandonato per passare a Forza Italia. Bertinotti non può permettere che Prodi privatizzi secondo le leggi del mercato e risani i conti dello Stato grazie a una radicale revisione dello Stato assistenziale. Se glielo permettesse i suoi elettori, alle prossime elezioni, non avrebbero nessun motivo per preferire Rifondazione comunista al Pds. [...] Le crepe (nella maggioranza, ndr) si propagano come un fremito attraverso tutto lo schieramento politico. Se Bertinotti, come è accaduto negli scorsi mesi, pesa troppo sul piatto di sinistra della bilancia del governo, Dini comincia a preoccuparsi per i propri elettori, cerca di consolidare la propria posizione e lancia segnali verso il centro del centro-destra. Se il centro del centro-destra raccoglie i segnali di Dini e se Berlusconi si mette al lavoro per creare un ”cartello dei centri”, Fini teme di non essere più il ”peso determinante” del Polo e mette i bastoni fra le ruote dei progetti (come la Bicamerale) in cui il suo consenso è decisivo. (Sergio Romano).