Giovanna Favro, La Stampa, 23/01/1997, 23 gennaio 1997
Tortona è ricca. Ti senti tagliato fuori? «No, per niente, ho i miei giri, gli amici. Ad Alessandria non vado mai, lì non conosco nessuno
Tortona è ricca. Ti senti tagliato fuori? «No, per niente, ho i miei giri, gli amici. Ad Alessandria non vado mai, lì non conosco nessuno. A me non piace girare da solo, io da solo non vado in nessun posto. Io vado sempre in gruppo». E a Roma, Venezia, Parigi, ci sei mai stato? Che cosa hai visto, oltre a Tortona? «Mai visti, quei posti, e neanche me ne importa niente di andarci. Viaggiare? Ma va’, a fare cosa?. Una volta sono andato ad Alassio ma mica mi è piaciuto. Preferisco Tortona. Io l’estate preferisco stare qui, vado in piscina, ho gli amici. Anche i miei fratelli sono così. Solo una volta, Paolo è stato a Roma da un amico. Noi stiamo bene qui». Ma qual è il tuo idolo? Il modello a cui ti ispiri? «Nessuno». Neanche un cantante, un attore, che so? Fiorello? «No, a me non me ne frega niente, nessuno. E neanche ai miei fratelli. Una volta mi chiamavano Fiorello, perché avevo la coda, ma a me non è che lui piace tanto». Di te cosa pensi? Che tipo sei? «Un tipo normale. Come gli altri della mia età». Ma non hai uno scopo? «No. Cioè sì, che i miei fratelli escano, e che tutto torni come prima». Sì, ma più in generale dico per te, possibile che non hai un sogno, un progetto? «No, gliel’ho detto». Nemmeno un desiderio? «No. Ecco, forse l’unico potrebbe essere fare più soldi». E cosa fai per arrivare a questo? «Niente».