Beppe Severgnini, Corriere della Sera, 13/01/1997, 13 gennaio 1997
Cominciamo dai commerci. A Shenzen o a Shanghai non rispettano la grammatica più di quanto rispettino i diritti umani: ma si fanno capire
Cominciamo dai commerci. A Shenzen o a Shanghai non rispettano la grammatica più di quanto rispettino i diritti umani: ma si fanno capire. Le tigri asiatiche (Singapore, Taiwan, Corea del Sud) ruggiscono in una lingua curiosa, fatta di pressappochismi, espressioni insolite, strafalcioni. Provate a leggere le istruzioni dei giocattoli (quasi certamente cinesi) dei vostri bambini: sono scritte in un idioma surreale (this is one concepted game for child age 3 up, of great practicity), che è la vera, nuova lingua franca. Un inglese rudimentale, molto più basic del Basic English, eppure ancora comprensibile.