Beppe Severgnini, Corriere della Sera, 13/01/1997, 13 gennaio 1997
Ricordiamolo sempre. L’inglese in questo secolo si è imposto non solo perché - come intuì Otto Von Bismarck nel 1898 - la Gran Bretagna e gli Stati Uniti parlano la stessa lingua; né perché è un idioma ricco (500 mila parole, contro le 185 mila del tedesco, le 150 mila dell’italiano e le 100 mila del francese), con una grammatica e una sintassi di base elementari
Ricordiamolo sempre. L’inglese in questo secolo si è imposto non solo perché - come intuì Otto Von Bismarck nel 1898 - la Gran Bretagna e gli Stati Uniti parlano la stessa lingua; né perché è un idioma ricco (500 mila parole, contro le 185 mila del tedesco, le 150 mila dell’italiano e le 100 mila del francese), con una grammatica e una sintassi di base elementari. Si è imposto soprattutto perché accetta di essere manomesso, storpiato, piegato a qualsiasi esigenza. E gli asiatici, in questo, sono imbattibili.