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 1997  gennaio 13 Lunedì calendario

Un linguista britannico - Jerry Knowles, autore di A Cultural History of the English Language - sostiene che «siamo come gli antichi soldati romani che difendevano le frontiere settentrionali dell’impero: mai avrebbero creduto che un giorno i loro discendenti finissero per parlare la lingua dei barbari

Un linguista britannico - Jerry Knowles, autore di A Cultural History of the English Language - sostiene che «siamo come gli antichi soldati romani che difendevano le frontiere settentrionali dell’impero: mai avrebbero creduto che un giorno i loro discendenti finissero per parlare la lingua dei barbari. Invece è accaduto». una profezia un po’ emotiva - gli inglesi non si sono mai rassegnati che qualcuno prenda la loro lingua e ne faccia polpette - ma contiene un’intuizione. Le economie orientali hanno capito che le loro lingue, a differenza dei loro prodotti, non erano esportabili; e hanno scelto di infiltrare l’ingese, la lingua degli importatori. Tra qualche decennio potrebbero renderlo irriconoscibile (è già accaduto, in Africa e nei Caraibi, con i pidgin e i creole). Ogni giocattolo cinese nel mondo, ogni messaggio di posta elettronica da Singapore, ogni fax dalla Corea è un passo lungo questa strada. Rassegniamoci: lottare contro l’inevitabile sarebbe un errore. Anzi: un Himalayan blunder (in India: un errore madornale).