L.P., L’Unit, 23/01/1997, 23 gennaio 1997
Manuela Palermi, che dirige ”Liberazione”, quotidiano di Rifondazione, non vuole essere chiamata ”direttore”, ma ”direttora”: « un anacronismo il fatto che una donna oggi continui a farsi chiamare ”direttore”
Manuela Palermi, che dirige ”Liberazione”, quotidiano di Rifondazione, non vuole essere chiamata ”direttore”, ma ”direttora”: « un anacronismo il fatto che una donna oggi continui a farsi chiamare ”direttore”. La storia insegna che il linguaggio cambia e segue l’evoluzione della società. Il movimento delle donne negli ultimi trent’anni ha cambiato molte cose e una delle battaglie fatte è stata sul linguaggio». Rina Gagliardi, invece, associata ad Armando Cossutta nella direzione di ”Rifondazione” (la rivista del partito), non vuole essere chiamata ”condirettora”, ma ”condirettore”: «Non ne faccio una questione ideologica, sono convinta che la scelta sia un fatto che riguarda ogni singola persona. Né avrei difficoltà a farmi chiamare magistrata se, ad esempio, fosse quello il mio lavoro. Il fatto è che ”condirettora” ha un suono poco gradevole che non mi sembra rendere al meglio la mia funzione». [