Stefania Tamburello, Corriere della Sera, 22/01/1997, 22 gennaio 1997
Giulio Tremonti dice che la riduzione del Tus (portato da Fazio al 6,75 per cento, il punto più basso degli ultimi vent’anni) è «scontata e inutile»
Giulio Tremonti dice che la riduzione del Tus (portato da Fazio al 6,75 per cento, il punto più basso degli ultimi vent’anni) è «scontata e inutile». Per l’ex ministro delle Finanze del Polo «la Banca d’Italia non è intervenuta con una decisione di politica economica destinata a influire positivamente sulla vita degli italiani ma ha solo preso atto, ormai a cose fatte, della depressione complessiva dell’economia». Tremonti dice anche che non si può credere ai dati sul raffreddamento dell’inflazione diffusi dall’Istat, «basta andare in un supermercato per capire che non si può celebrare il trionfo della frenata dei prezzi, come invece si vuol far credere». Anche Fazio, secondoTremonti, ha creduto poco al rallentamento dell’inflazione e ha ridotto poco i tassi, «si è limitato a un ribasso millimetrico pari allo 0,75 che sembra più un prefisso telefonico che una percentuale». E ancora: «L’andamento del Tus non si rapporta alle cifre reali del Paese. Il problema infatti non è quanto la banca d’Italia riduce il tasso di sconto ma quanto le banche riducono il costo del denaro, cioè i tassi di interesse applicati alla clientela. Le banche sono più lente, vanno per conto loro; c’è una sfasatura tra sistema legale e reale, tra Palazzo e sportello».