Vittorio Zucconi, La Repubblica, 16/01/1997, 16 gennaio 1997
La ”lotta estrema” è nata nel sud degli Stati Uniti, in piccole ruspanti città di provincia della Carolina, del Mississipi, della Louisiana, dove gli sceriffi fingono di non sapere che nei fienili e nelle stalle, la notte, s’incontrano disperati che combattono a mani nude, sfasciandosi la faccia e le ossa in match all’ultimo respiro, spesso all’ultimo sangue, per le scommesse dei presenti
La ”lotta estrema” è nata nel sud degli Stati Uniti, in piccole ruspanti città di provincia della Carolina, del Mississipi, della Louisiana, dove gli sceriffi fingono di non sapere che nei fienili e nelle stalle, la notte, s’incontrano disperati che combattono a mani nude, sfasciandosi la faccia e le ossa in match all’ultimo respiro, spesso all’ultimo sangue, per le scommesse dei presenti. Scazzottatori da saloon, bulli di paese, morti di fame che la polizia tollera, che lo sceriffo ignora, anche quando il corpo massacrato di un perdente scivola silenziosamente nella tomba liquida di un acquitrino, dopo un incontro perso. Ma quando i nuovi gladiatori hanno cercato d’uscire dall’ombra complice della provincia, quando importanti finanziatori come Bob Guccione, l’editore di Penthouse, hanno deciso d’investire miliardi di lire per far crescere questo ”sport” e portarlo nel grande Colosseo televisivo, i governatori hanno reagito e lo hanno bandito.