Vittorio Zucconi, La Repubblica, 16/01/1997, 16 gennaio 1997
Basta ascoltare le raccomandazioni dell’arbitro, quando due pesi massimi, un ex pugile che si fa chiamare ”The Hammer”, il ”Martello” e un ex olimpionico di lotta, ”The Beast”, la ”Bestia”, salgono sul ring di Niagara City, per capire come la morte sia seduta in una poltrona del ring, in paziente, fiduciosa attesa
Basta ascoltare le raccomandazioni dell’arbitro, quando due pesi massimi, un ex pugile che si fa chiamare ”The Hammer”, il ”Martello” e un ex olimpionico di lotta, ”The Beast”, la ”Bestia”, salgono sul ring di Niagara City, per capire come la morte sia seduta in una poltrona del ring, in paziente, fiduciosa attesa. Tre sole regole, ”gentlemen”, tre sole proibizioni, ricorda l’arbitro: vietato morsicare l’avversario; vietato cavargli gli occhi; vietato prenderlo a calci in gola. Si vince per Ko, per lancio della spugna o per intervento medico. Tutto quel che non è proibito è permesso. Gong. Sangue.