Vittorio Zucconi, La Repubblica, 16/01/1997, 16 gennaio 1997
Le regole non parlano di unghie, e dopo pochi secondi ”The Hammer” sanguina da tre lunghe lacerazioni sulle gambe che il suo avversario ha afferrato e graffiato a fondo
Le regole non parlano di unghie, e dopo pochi secondi ”The Hammer” sanguina da tre lunghe lacerazioni sulle gambe che il suo avversario ha afferrato e graffiato a fondo. Le regole non parlano di colpi bassi nè di testate, e il sangue del ”Martello” si mescola in fretta al sangue della ”Bestia”, che il suo avversario ha prontamente inzuccato, spaccandoli gli zigomi. La lotta è da galli filippini, grottesca, bizzarra, confusa. Uno, l’ex lottatore, non sa colpire, ma afferra e torce e graffia. L’altro, l’ex pugile, non sa afferrare e spara invece colpi, divincolandosi. L’incontro può durare al massimo 18 minuti, in 6 riprese, ma questo finisce prima, a 14. Vince il ”Martello”, che nella zuffa riesce a piazzare un uppercut, un calcio di mulo ai testicoli della ”Bestia” che si accascia senza fiato e s’arrende. Il pubblico, quasi tutto maschile anche se non mancano ”tricoteuses” appassionate di grand guignol, raccapriccia, solidarizza e applaude.