Vittorio Zucconi, La Repubblica, 16/01/1997, 16 gennaio 1997
Sarà il giudizio del botteghino elettronico, dove gli spettatori pagano i 10 dollari, le 15 mila lire, per assistere a una riunione di ”lotta estrema” a decidere se il ritorno dei gladiatori è un fenomeno passeggero, un ”freak show” come erano le donne barbute o i nani da circo, o invece lo sport si è finalmente arreso per sempre al grand guignol
Sarà il giudizio del botteghino elettronico, dove gli spettatori pagano i 10 dollari, le 15 mila lire, per assistere a una riunione di ”lotta estrema” a decidere se il ritorno dei gladiatori è un fenomeno passeggero, un ”freak show” come erano le donne barbute o i nani da circo, o invece lo sport si è finalmente arreso per sempre al grand guignol. In fondo, in questa patetica marcia dei nuovi gladiatori profughi a New York c’è qualche elemento di onestà e non soltanto di raccapriccio, come avverte Howard Kurtz, il più importante critico di media e società oggi in America. « un fatto dimostrato che chi va a una corsa automobilistica spera, in cuor suo, d’assistere a un incidente. Chi va a un incontro di boxe preferisce mille volte un Ko, che è un trauma cranico, a una brillante esibizione di scherma e di gioco di gambe e chi va a vedere il football pregusta il rumore di ossa spezzate e i grugniti di dolore che si sprigionano da ogni mischia. Gli spettatori di questa ”lotta estrema” saranno anche bruti, ma almeno non sono ipocriti».