Umberto Venturini, Corriere della Sera, 20/01/1997, 20 gennaio 1997
Al mercato dell’oro viene anche a mancare, da qualche tempo, il tradizionale supporto dei grandi investitori del mondo in via di sviluppo: gli sceicchi arabi, i dittatori africani, gli uomini forti dell’America Latina e i megacapitalisti asiatici
Al mercato dell’oro viene anche a mancare, da qualche tempo, il tradizionale supporto dei grandi investitori del mondo in via di sviluppo: gli sceicchi arabi, i dittatori africani, gli uomini forti dell’America Latina e i megacapitalisti asiatici. «Una volta - spiega Ted Arnold, specialista dei metalli preziosi della Merril Lynch - quando in Asia c’era tensione, la domanda di oro nella regione esplodeva». Ma l’anno scorso, quando la Cina e Taiwan sembravano sull’orlo di un conflitto, «il bene rifugio più richiesto era il dollaro, in biglietti da 50 e da 100».