Piero Cacciarelli, Il Messaggero, 20/01/1997, 20 gennaio 1997
Anche se i prezzi stratosferici degli anni d’oro (ultimi ’80, primi ’90) sono soltanto un ricordo, il grande mercato dell’arte e del collezionismo ogni tanto è attraversato da ventate di qualcosa molto somigliante alla follia , che spinge a quotazioni assurde oggetti dal valore intrinseco modestissimo
Anche se i prezzi stratosferici degli anni d’oro (ultimi ’80, primi ’90) sono soltanto un ricordo, il grande mercato dell’arte e del collezionismo ogni tanto è attraversato da ventate di qualcosa molto somigliante alla follia , che spinge a quotazioni assurde oggetti dal valore intrinseco modestissimo. Certo doveva essere un grande appassionato di cinema chi ha comprato all’asta dalla Christie’s per circa 640 milioni di lire la statuetta in piombo e bronzo del ”Falcone Maltese”, utilizzata nel cult-movie con Humphrey Bogart. E chissà se Yoshihiro Sekiguchi, facoltoso industriale giapponese, dorme teneramente abbracciato all’orsacchiotto di peluche marca Steiff pagato 270 milioni. Sarebbe poi interessante appurare che uso viene fatto della ”guepière” che Jean Paul Gaultier aveva realizzato per Madonna, rivenduta a 21 milioni.