Corriere della Sera, 28/01/1997, 28 gennaio 1997
In Giappone gli adolescenti stanno facendo follie per il primo animale domestico virtuale. Si chiama ”Tamagotch” e in un mese ne sono stati venduti 350 mila esemplari: si tratta di un piccolo uovo di plastica che sta nel palmo di una mano, dotato di uno schermo a cristalli liquidi sul quale prende vita l’immagine di un pulcino
In Giappone gli adolescenti stanno facendo follie per il primo animale domestico virtuale. Si chiama ”Tamagotch” e in un mese ne sono stati venduti 350 mila esemplari: si tratta di un piccolo uovo di plastica che sta nel palmo di una mano, dotato di uno schermo a cristalli liquidi sul quale prende vita l’immagine di un pulcino. L’animaletto artificiale rimane ”vivo” 24 ore su 24 e va accudito, nutrito, coccolato, pulito attraverso impulsi elettronici: se viene trascurato si ribella e diventa aggressivo, comunicando attraverso bip che possono essere emessi a tutte le ore, di giorno e di notte; se ”mangia” troppo ingrassa e si ammala. Il ciclo vitale è di una settimana, ma il Tamagotch può durare di più se trattato bene. Date le sue dimensioni, i possessori del cucciolo elettronico possono portarlo a scuola o in ufficio.