Massimo Fini, Il Giorno, 30/12/1996, 30 dicembre 1996
Per quanto riguarda l’Albania, noi italiani siamo pesantemente implicati in questo genocidio economico, perpetrato con rigore scientifico e chirurgico
Per quanto riguarda l’Albania, noi italiani siamo pesantemente implicati in questo genocidio economico, perpetrato con rigore scientifico e chirurgico. Italiana è più della metà del commercio estero e degli investimenti in Albania. I nostri mercanti e i nostri imprenditori pagano in moneta locale, cioé debole, e vendono poi sui mercati internazionali in moneta forte, cioé in dollari. Un trucco per far quattrini a palate e senza rischi vecchio come il mondo, anzi come il Terzo Mondo, da che esiste, praticato già dai mercanti italiani, olandesi, portoghesi e inglesi nel Basso Medioevo e nei primi secoli dell’età moderna. Naturalmente la vulgata ufficiale è che noi siamo in Albania per costruire lo sviluppo. Com’è umanitaria lei, signora belva. E, naturalmente, in nome di questo umanitarismo abbiamo chiuso entrambi gli occhi davanti al regime di Berisha che ha vinto le elezioni con brogli così sfacciati che al confronto quelli di Milosevic sono roba da educande, e che ha coscientemente permesso che i cosiddetti ”finanzieri”, da cui è appoggiato, derubassero anche coloro cui c’era pochissimo da rubare. Perché anche noi come i ”finanzieri”, appoggiamo Berishan e per gli stessi motivi: perché la politica aperta al mercato del ”paritito democratico”, ci permette di far impunemente sulla pelle degli albanesi dei truffoni che sono solo un po’ più sofisticati, abilmente mascherati, di quelli dei ”finanzieri”.