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 1997  gennaio 17 Venerdì calendario

In un contropiede Briones me la diede in profondità dentro la difesa sbilanciata in avanti e io mi ritrovai solo

In un contropiede Briones me la diede in profondità dentro la difesa sbilanciata in avanti e io mi ritrovai solo. Avevo tanta paura di sbagliare che la toccai per Cacho Hernàndez quando sentii che stava arrivando. Il povero ragazzo era talmente suonato che dopo essersi aggiustata la palla con la mano cominciò a chiedere il fallo con la voce di Fioravanti e gridava:«Arbitraggio pessimo!», mentre la cacciava dentro la porta vuota. Era il primo gol vero che segnava e si mise a correre come impazzito mentre mio padre indicava, solenne, il centrocampo. Due o tre minuti più tardi, in una parentesi del loro ballo fatto di tunnel e colpi di tacco, un moretto rapato a zero mi soffio la palla in area con l’eleganza di una fanciulla che prende lezioni di piano. Io mi misi a urlare come se mi avesse spaccato una gamba e cominciai a rotolarmi per terra. Senza pensarci su mio padre fischiò il rigore per noi ed espulse in malo modo il moretto. Adesso posso confessare che lo battei con un godimento perverso. Sapevo di coronare una ingiustizia ma nello stesso tempo intuivo che quella aberrazione provocata dall’ignoranza di mio padre ci faceva entrare nel pieno delle miserie della vita. Quando tornammo a casa, mia madre gridò per un po’ e poi ci mandò a letto senza cena.