Beppe Severgnini, Corriere della Sera, 28/01/1997, 28 gennaio 1997
C’è chi ha affrontato questi problemi, e li ha risolti. Curiosamente, si tratta degli inglesi, per cui i vocabili stranieri dovrebbero costituire un problema meno assillante
C’è chi ha affrontato questi problemi, e li ha risolti. Curiosamente, si tratta degli inglesi, per cui i vocabili stranieri dovrebbero costituire un problema meno assillante. In Gran Bretagna, dal 1926, BBC si avvale di una Pronunciation Unit, creata da John – poi Lord – Reith (uno che aveva le idee chiare: «Nella lingua non ci sono esperti, solo utenti», diceva). Settant’anni dopo, la BBC Pronunciation Unit è ancora viva e vegeta. Il suo compito è soccorrere chi si trova in difficoltà. Poniamo che un annunciatore non sappia come pronunciare il nome di battaglia di un oscuro guerrigliero messicano, o il cognome di un ex-sottosegretario italiano. Telefona alla Pronunciation Unit. Quelli s’informano e nel giro di qualche minuto si fanno vivi: caro collega, il messicano si pronuncia Tacho; l’italiano, Rocchetta – come rocket, razzo, tant’è vero che è scomparso all’orizzonte.