Adriano Celentano, Corriere della Sera, 27/01/1997 (pag. 33), 27 gennaio 1997
Caro ”Corriere”, nel ringraziarti per aver ospitato un mio articolo su Sofri, aggiungo una nota di stupore nel rilevare che l’articolo non è stato riportato interamente come io l’avevo scritto
Caro ”Corriere”, nel ringraziarti per aver ospitato un mio articolo su Sofri, aggiungo una nota di stupore nel rilevare che l’articolo non è stato riportato interamente come io l’avevo scritto. Ritengo questa, una mancanza grave in quanto, così facendo, rischiate di stravolgere il senso delle cose, o per lo meno di confonderlo. Se io scrivo un articolo e voi me lo accettate, sono del parere che sarebbe scorretto da parte vostra spostarmi anche una sola virgola, poiché quella virgola, pur se posizionata in modo non corretto, assolve un compito importante, ossia quello di essere identificato (presso coloro che mi leggono) tramite l’eventuale errore. Ma qui non si tratta di virgole bensì di paragrafi che, un paio, sono spariti: apparte l’ironia (nota importante per la mia carta d’identità, in questo caso toccava la giustizia). Soprattutto quello sui pentiti che così, come voi l’avete riportato, ha sbiadito di parecchio quello che è il mio pensiero in proposito e, di conseguenza l’anima di tutto l’articolo. Ti sarei grato quindi se gentilmente potessi riparare a questo tuo errore, che io reputo in buona fede, riportando nell’edizione di oggi negli eventuali spazzi relativi al caso Calabresi, questa mia lettera con a seguito l’ultimo capitolo in questione.