Michele Anselmi, L’Unit, 28/01/1997, 28 gennaio 1997
Si dirà che non è questo il suo più grave peccato di presunzione. Con le pause ”il ragazzo della via Gluck” ha sempre avuto qualche problemuccio, specialmente quando pontifica dai teleschermi della tv pubblica mischiando cause apprezzabili e tornaconti personali (grida ancora vendetta lo ”spottone” nel quale si esibì a dicembre, grazie alla benevolenza di Raiuno, la sera di Bambi
Si dirà che non è questo il suo più grave peccato di presunzione. Con le pause ”il ragazzo della via Gluck” ha sempre avuto qualche problemuccio, specialmente quando pontifica dai teleschermi della tv pubblica mischiando cause apprezzabili e tornaconti personali (grida ancora vendetta lo ”spottone” nel quale si esibì a dicembre, grazie alla benevolenza di Raiuno, la sera di Bambi. E il bello è che sta per tornare, tra Ambra e Mara Venier, con tutti gli onori). Ma non per questo è ”il re degli ignoranti”, come si definisce. Semmai è un furbacchione che dice cose anche ragionevoli in maniera irritante. E nessuno glielo fa notare. C’è da sperare che la piccola querelle con ”il Corriere” gli serva da lezione. D’ora in poi non sarebbe male se anche alla Rai qualcuno, invece di pendere dalle sue labbra, gli suggerisse qualche ritocco alla punteggiatura. Non sarebbe censura.