Ezio Pasero, Il Messaggero, 29/01/1997, 29 gennaio 1997
Tutto qui? Macché, si può ancora andare oltre, perché questa incredibile legge ha in sé il rischio grottesco che il Parlamento si frantumi in una miriade di partitini: ogni parlamentare e ogni gruppetto di parlamentari, infatti, possono dar vita a una nuova formazione e gestirsi in proprio i loro soldi, che poi sarebbero i nostri
Tutto qui? Macché, si può ancora andare oltre, perché questa incredibile legge ha in sé il rischio grottesco che il Parlamento si frantumi in una miriade di partitini: ogni parlamentare e ogni gruppetto di parlamentari, infatti, possono dar vita a una nuova formazione e gestirsi in proprio i loro soldi, che poi sarebbero i nostri. E poi, come suol dirsi, fatta la legge... A trovare l’inganno ha già pensato per esempio il deputato di Forza Italia Giulio Savelli, che ha ideato la Banca dei soldi dei parlamentari.«Funzionerà così», spiega lui stesso. «Io sto per sostituire un nuovo ”Movimento per la dignità del parlamentare”, senza alcuna discriminante di partiti politici, e insieme a chi vorrà aderire, siamo già una quindicina, dichiarerò di appartenervi. Un notaio-tesoriere terrà conti separati per ogni parlamentare, che ogni anno o ogni sei mesi potrà destinare i suoi soldi a chi gli pare: perché la dichiarazione di appartenenza è vincolante per l’intera legislatura, ma nulla impedisce che un partito, in questo caso il mio movimento, destini i propri quattrini a chi crede».