Davide Perillo, Sette, 09/01/1997, 9 gennaio 1997
Tesi condivisa anche da un laico come Giulio Giorello, 51 anni, filosofo della scienza. «Un’ipotesi come questa rimetterebbe in discussione l’individualità
Tesi condivisa anche da un laico come Giulio Giorello, 51 anni, filosofo della scienza. «Un’ipotesi come questa rimetterebbe in discussione l’individualità. I concetti di persona, di io. E tutta la tradizione filosofica moderna, da Cartesio in poi. L’idea che l’anima abbia sede nel cervello, e che basti spostare il cervello da un contenitore all’altro, mi sembra semplicistica. Non so White, ma io il mio corpo me lo sento tutto mio. Dall’alluce ai capelli. La verità è che l’io umano resta il mistero più profondo. Prima a scandagliarlo c’erano la religione, o il diritto. Adesso c’è la tecnica. Che è una forza irresistibile, potentissima. Quando si arriva a poter fare una cosa, c’è sempre uno scienziato che trova l’escamotage per farlo, anche se le leggi si oppongono. White dice che vuole andare in Ucraina, no?». Impossibile opporsi, quindi? «Non lo so. Ma si dovrebbe almeno trovare qualche forma di controllo democratico. Sa, in passato sembrava impossibile anche un vero controllo del potere politico. Ma qualche popolo c’è riuscito».