David Grieco, Diario 05/02/1997, 5 febbraio 1997
Premetto che non faccio parte della cosiddetta lobby degli ex di Lotta Continua. Nel 1972, quando venne assassinato Luigi Calabresi, ero un giornalista de l’Unità iscritto al Pci
Premetto che non faccio parte della cosiddetta lobby degli ex di Lotta Continua. Nel 1972, quando venne assassinato Luigi Calabresi, ero un giornalista de l’Unità iscritto al Pci. Non nutrivo alcuna simpatia per i gruppi extraparlamentari. Il mio sentimento era tutt’altro. Avevo imparato a detestarli nel corso delle assemblee universitarie del 1968, dove mi capitò spesso di sospettare cosa sarebbe potuto accadere in seguito. Ho diffidato sempre di quei compagni. Respiravo la rozzezza, la violenza, la malafede, la demenza, l’opportunismo di molti di loro. Ma riconosco che non ebbi mai un’intuizione folgorante come quella di Paolo Zaccagnini. Zaccagnini, già attore nei primi film di Nanni Moretti e oggi giornalista al Messaggero, militava all’epoca in una formazione anarchica. Ebbene un giorno, durante una di quelle assemblee, Paolo si alzò all’improvviso, prese la parola e disse più o meno così: «Cari compagni, ho avuto una visione. Vi ho visti. Vi ho visti nel futuro. Ora so chi siete veramente. E ho capito come andrà a finire. Tu diventerai ministro, tu sottosegretario, tu sindaco, tu assessore, tu ambasciatore, tu portaborse. Andrete tutti al potere. E ce lo metterete nel culo. Alla faccia del proletariato oppresso. Addio compagni». Ciò detto, Zaccagnini girò i tacchi e uscì per sempre dal movimento.