David Grieco, Diario 05/02/1997, 5 febbraio 1997
Tutti siamo cambiati. Ma più di tutti sono cambiati i protagonisti del «Caso Calabresi». Adriano Sofri non è mai diventato né portaborse, né sottosegretario, né assessore
Tutti siamo cambiati. Ma più di tutti sono cambiati i protagonisti del «Caso Calabresi». Adriano Sofri non è mai diventato né portaborse, né sottosegretario, né assessore. Adriano Sofri è oggi uno dei rari intellettuali coraggiosi in un paese dove il coraggio e la cultura disgraziatamente scarseggiano. Se l’ltalia ha fatto la sua parte a Sarajevo e in Cecenia lo deve soprattutto a lui. Quanto ai familiari del commissario Calabresi, anche loro sono profondamente cambiati. Hanno ottenuto una sentenza che forse placherà il loro instancabile dolore ma hanno anche detto in modo inequivocabile che non nutrono alcun desiderio di vendetta e che pertanto non si opporrebbero ad una eventuale richiesta di grazia. Però, noi sappiamo bene che Sofri, Pietrostefani e Bompressi non chiederanno mai la grazia. E hanno ragione a non farlo. A mio avviso, non è giusto che Sofri, Bompressi e Pietrostefani chiedano la grazia perché l’assassinio di Luigi Calabresi riguarda tutti noi, nessuno escluso, che facevamo parte della cosiddetta generazione del Sessantotto. Quindi, io vorrei lanciare una proposta. Una proposta seria. Magari priva di fondamenti giuridici. Ma seria. Estremamente seria.