Marco Giovannini, Panorama, 13/02/1997, 13 febbraio 1997
Dunque, ricapitolando. Produttore, quel provocatore di Oliver Stone, accusato spesso di travisare i fatti, e, ora, addirittura di istigazione alla violenza dallo scrittore John Grisham
Dunque, ricapitolando. Produttore, quel provocatore di Oliver Stone, accusato spesso di travisare i fatti, e, ora, addirittura di istigazione alla violenza dallo scrittore John Grisham. Regista, l’esule cecoslovacco Milos Forman, la cui idea dell’«American dream» è stato il feroce Qualcuno volò sul nido del cuculo. Sceneggiatori, Scott Alexander e Larry Karaszewski, gli stessi che hanno trasformato un avventuriero del cinema di serie B come Ed Wood, cioè il «peggiore regista di tutti i tempi», in un’icona culturale. Protagonista, Woody Harrelson, l’attore più estremo di Hollywood, uno dei natural born killer, che ha un padre in galera, e lui stesso c’è finito un paio di volte, l’ultima, per rivendicare l’uso legale della marijuana. Altra protagonista, Courtney Love, primadonna del rock che per contratto si deve sottoporre a un esame antidoping settimanale come i calciatori, odiata dai tanti che la considerano responsabile del suicidio di suo marito, Kurt Cobain, leader dei Nirvana.