Marco Giovannini, Panorama, 13/02/1997, 13 febbraio 1997
Flynt, a 54 anni, conserva occhi guizzanti, ma parla a fatica, come se avesse una patata in bocca: ricordo di tante operazioni che dopo l’attentato gli hanno segato un nervo alla volta, per cercare di eliminare quel dolore che prima combatteva con dosi da cavallo di oppiacei e cocktail di Brompton: 60 per cento morfina, 30 cocaina e 10 gin
Flynt, a 54 anni, conserva occhi guizzanti, ma parla a fatica, come se avesse una patata in bocca: ricordo di tante operazioni che dopo l’attentato gli hanno segato un nervo alla volta, per cercare di eliminare quel dolore che prima combatteva con dosi da cavallo di oppiacei e cocktail di Brompton: 60 per cento morfina, 30 cocaina e 10 gin. Il giorno di questa intervista, era di ottimo umore: il test del Dna aveva confermato che Theresa, la ragazza ventenne arrivata improvvisamente dalla Florida, era veramente una figlia di cui non aveva mai conosciuto l’esistenza. Una prova retroattiva di virilità, che gli stava facendo accarezzare l’idea di sposarsi con Liz Berrios, la sua ex infermiera, ora che, grazie a una protesi azionata da una pompetta, poteva avere ancora del sesso, «sia pure un po’ pedestre». (Larry Flint a Marco Giovannini)