Felice Modica, Il Giornale, 06/02/1997, 6 febbraio 1997
Non tragga in inganno il titolo. Se in primo piano appaiono le vicende - e le tragedie ecologiche - dell’amata-odiata «isola di demoniaca tristezza» (per dirla con Salvatore Satta) -, il contenuto è di ben più vasta portata e riguarda l’uomo che, in un’epoca in cui i nuovi chierici gli riservano il ruolo di tumore della terra, qui mantiene la sua centralità
Non tragga in inganno il titolo. Se in primo piano appaiono le vicende - e le tragedie ecologiche - dell’amata-odiata «isola di demoniaca tristezza» (per dirla con Salvatore Satta) -, il contenuto è di ben più vasta portata e riguarda l’uomo che, in un’epoca in cui i nuovi chierici gli riservano il ruolo di tumore della terra, qui mantiene la sua centralità. Provocatorio, ironico e anche un po’ sulfulreo, Pirino si conferma brillante polemista, nella confezione di un monumentale «stupidario» che si assume il compito di smascherare un’infinità di «ipocrisie» e luoghi comuni della cosiddetta «cultura ecologista». Di seguito ne proponiamo una sintesi dalla A di «Agricoltura verde» alla V di «Vivisezione».