La Repubblica, 31/01/1997, 31 gennaio 1997
Costo complessivo degli undici referendum ammessi dalla Corte costituzionale: 850 miliardi. La cifra, secondo fonti del Viminale, peserà per 175-180 miliardi sul bilancio del ministero dell’Interno, al quale spettano le spese per schede, matite eccetera e i compensi per il personale di seggio
Costo complessivo degli undici referendum ammessi dalla Corte costituzionale: 850 miliardi. La cifra, secondo fonti del Viminale, peserà per 175-180 miliardi sul bilancio del ministero dell’Interno, al quale spettano le spese per schede, matite eccetera e i compensi per il personale di seggio. Il resto della somma sarà ripartito tra il ministero del Tesoro e quello di Grazia e Giustizia. La somma destinata a presidenti di seggio e scrutatori impegnati nelle 90.500 sezioni elettorali è di 150 miliardi di lire. Ogni singola scheda costerà tra le 55 e le 60 lire, da moltiplicare per i 44 milioni circa di cittadini che avranno diritto al voto. Se le cifre saranno confermate, nonostante il più alto numero di schede (i quesiti sono undici contro i nove del ’95), lo Stato dovrebbe risparmiare 60 miliardi rispetto alle precedenti consultazioni referendarie, che costarono 917 miliardi.