Raffaella Polato, Corriere della Sera, 29/01/1997, 29 gennaio 1997
«Vi manca totalmente il governo dell’economia». Non che sia mai andato con mano leggera, Rudiger Dornbusch
«Vi manca totalmente il governo dell’economia». Non che sia mai andato con mano leggera, Rudiger Dornbusch. Solo pochi mesi fa, a Cernobbio, era stato ancora più duro del solito: «Siete sulla strada sbagliata, questa Finanziaria è deludente. L’Italia rischia di far saltare l’Unione monetaria europea». Da settembre a oggi però l’idea di Dornbusch sulla politica economica del governo Prodi è, se possibile, persino più pesante. Anche per lui, docente al Mit di Boston e ascoltato consigliere di parecchi governi, che alle uscite provocatorie è abituato da sempre. Di passaggio da Milano prima del Forum di Davos, comincia col parlare dell’Unione monetaria (che lo vede sempre scettico), della forza del dollaro e della politica «totalmente irresponsabile della Bundesbank, della crescita dell’economia americana e della debolezza di quelle europee o giapponese («Tokio? Un disastro»). Non è tenero con nessuno. Ma quando si arriva all’Italia e ai «costi» per Maastricht, l’analisi di Dornbusch diventa addirittura spietata. Con tratti quasi apocalittici.