Raffaella Polato, Corriere della Sera, 29/01/1997, 29 gennaio 1997
Sempre più un ostacolo sulla strada della moneta unica, come aveva denunciato a Cernobbio? A che punto è l’Europa? «Punto primo: l’Europa ha problemi occupazionali e fiscali enormi
Sempre più un ostacolo sulla strada della moneta unica, come aveva denunciato a Cernobbio? A che punto è l’Europa? «Punto primo: l’Europa ha problemi occupazionali e fiscali enormi. Punto secondo: può in qualche modo l’Unione monetaria dare risposte e migliorare la situazione? Molto poco, io credo. Molto poco perché non basta cambiare moneta per risolvere i problemi. L’Europa ha al suo interno situazioni ed esigenze diversissime. La Francia e la Germania. O l’Italia appunto, e la Gran Bretagna: è difficile vederle insieme. Perché chi ha raggiunto dei risultati dovrebbe accettare di dividere i benefici con chi non ha fatto alcuno sforzo? E questo apre un tema molto importante: i politici la vogliono davvero l’Unione monetaria?». Lei che cosa dice? «Che in Europa vedo solo un vero uomo politico: Helmut Kohl. Ma in questo momento sono i banchieri centrali, Hans Tietmeyer soprattutto, ad avere il potere, un potere enorme. E a puntare al piatto pieno: stanno combattendo per quello». Un pericolo? «Certamente qualcosa cui prestare molta attenzione. Negli Stati Uniti la Fed ha molta autonomia ma il suo ruolo è chiaro. In Germania la Bundesbank abusa dell’autonomia per allargare il potere sull’economia. E questo è irresponsabile». (Rudiger Dornbusch a Raffaella Polato)