Avvenire, 11/02/1997, 11 febbraio 1997
Potrà sembrare strano, ma la Germania - che ha costruito con Erhard lo stato sociale più perfetto del mondo - ha problemi molto simili a quelli dell’Italia
Potrà sembrare strano, ma la Germania - che ha costruito con Erhard lo stato sociale più perfetto del mondo - ha problemi molto simili a quelli dell’Italia. C’è una questione pensioni che provoca attriti all’interno del governo: il progetto di riforma presentato dal ministro del Lavoro, Norbert Blum, fedelissimo di Kohl , prevede una riduzione graduale di quelle d’anzianità dall’attuale 70 al 64 per cento dello stipendio entro il 2030 e un aumento dei contributi dal 20,3 al 22,9 per cento. La spesa sociale complessiva costa 1.100 miliardi di marchi, circa un terzo del pil tedesco, e comprende le prestazioni più svariate, dalle indennità di disoccupazione (60-67 per cento netto dello stipendio per tre anni) agli assegni familiari. I contributi sociali hanno superato l’anno scorso il 40 per cento del salario medio, facendo così perdere concorrenzialità alle imprese tedesche. Il patto generazionale è a rischio: si stima che nel 2030 un lavoratore tedesco dovrà mantenere due pensionati. Pochi mesi fa si è deciso di innalzare l’età pensionabile a 65 anni sia per gli uomini che per le donne.