Massimo Fini, Il Tempo, 12/02/1997, 12 febbraio 1997
Però negli anni vien fuori che proprio Prima Linea attribuisce l’omicidio di Calabresi a Lotta Continua
Però negli anni vien fuori che proprio Prima Linea attribuisce l’omicidio di Calabresi a Lotta Continua. Tanto che in un’intercettazione telefonica all’indomani dell’arresto di Sofri Marco Boato dice: « C’è questa chiacchiera che gira nel sottobosco degli ex di Prima Linea». A che cosa si riferisce? «Credo a due testimonianze, le prime che vennero dall’interno del terrorismo sul delitto Calabresi e molto antecedenti la confessione di Marino. Sono quelle di Sandalo, ex Prima Linea e del brigatista Bonavita. Di Sandalo so poco, era un tipo un po’ disturbato, un mezzo pazzo malato di protagonismo. Disse cose del tipo che Lc mandava gente in Irlanda ad addestrarsi sugli esplosivi con l’lra. Non so quali potessero essere le sue fonti, secondo me l’attendibilità di Sandalo è vicina allo zero. Il caso di Bonavita mi riguarda invece personalmente e per questo sono stato anche interrogato come teste al processo Calabresi. Bonavita riferì che io gli avevo detto: ”La lotta armata non l’avete inventata voi perché quando voi ancora bruciavate le macchine noi sparavamo a Calabresi”. In realtà io dissi una cosa diversa, c’era un contenzioso politico fra noi di Prima Linea e le Br sulla primogenitura della lotta armata. Io dissi a Bonavita che la lotta armata non era nata con loro, che era un processo multiforme con diversi punti di origine, ma che se proprio volevano metterla sul piano della potenza allora, dissi, quando loro bruciavano ancora le macchine c’era chi sparava a Calabresi». (Enrico Gilmozzi a Massimo Fini)