Massimo Fini, Il Tempo, 12/02/1997, 12 febbraio 1997
E Sofri e Pietrostefani a che categoria appartenevano? «Sofri quando parlava di insurrezione sapeva benissimo che cosa volesse dire e le conseguenze che implicava necessariamente
E Sofri e Pietrostefani a che categoria appartenevano? «Sofri quando parlava di insurrezione sapeva benissimo che cosa volesse dire e le conseguenze che implicava necessariamente. Questo discorso può riguardare caso mai Boato, Gad Lerner, Luigi Bobbio e anche certi intellettuali che giravano intorno a Potere Operaio. Ma ti dirò di più. Se tu guardi il programma politico di Prima Linea non è che fosse molto diverso da quello della Fiom, cioè del sindacato dei metalmeccanici. E quando io, certo in una realtà ”calda” come Sesto, parlavo con i segretari di sezione del Pci, con i quadri intermedi, con i militanti operai, con gli ex partigiani, anche con loro il dibattito era sui tempi della violenza non sul merito. Quindi dentro questa ambiguità di fondo vi stavano tutti. Almeno fino alla svolta di Berlinguer del ’76. Mentre oggi, a sinistra, chiunque sostiene che c’era un’opposizione di principio al terrorismo. Non è vero non c’era. quella che io chiamo ”la grande menzogna” che consiste nel separare drasticamente e radicalmente ciò che Rossana Rossanda definisce l’area della sovversione sociale”, che copre tutta la sinistra extraparlmentare, e il mondo del terrorismo come se fossero due realtà incomunicanti e incomunicabili non solo dal punto di vista del metodo, ma anche quello dei principi, dell’universo di valori, negando invece che i gruppi extraparlamentari sono stati la palestra, il luogo di formazione e di incubazione del terrorismo. una menzogna che vien fatta circolare a partire dagli anni ’80 e che è funzionale a una drastica separazione di responsabilità, salva loro e a noi ci condanna per l’eternità. Ecco perché oggi si può pensare ad una soluzione privata, specifica, personale, per il piccolo principe Adriano Sofri che è invece una discriminazione intollerabile». (Enrico Gilmozzi a Massimo Fini)