Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 1997  febbraio 12 Mercoledì calendario

Che tipo era Sofri, ai tempi di Lotta Continua? «Beh, allora era un grande personaggio, uno con un grande carisma

Che tipo era Sofri, ai tempi di Lotta Continua? «Beh, allora era un grande personaggio, uno con un grande carisma. un fatto magnetico, che non si può spiegare. Carisma vuol dire credibilità, autorevolezza senza per questo essere autoritari. Sofri non aveva bisogno di alzare la voce, di dare ordini perché esercitava un tale fascino sulle persone che gli stavano attorno che tutti lo seguivano naturalmente. Era un fatto quasi mistico». E il Sofri del dopo? «Quello che io rimprovero a Sofri e agli altri di Lc è di essere stati, per evidenti ragioni di opportunismo personale, fra i principali artefici di quella ”grande menzogna” di cui parlavo. Eppoi sono stati scorretti anche sul piano umano: hanno assolutamente negato tutti i rapporti, anche esistenziali, di contiguità personale, di affettività, non ti conoscevano nemmeno più. In quanto a Adriano Sofri, uno che ha vissuto nel fuoco di quegli anni, che è stato in un ruolo così importante politicamente e moralmente, non poteva chiamarsi fuori, su quegli anni doveva prendersi anche delle responsabilità». (Enrico Gilmozzi a Massimo Fini)