Massimo Fini, Il Tempo, 12/02/1997, 12 febbraio 1997
l’eterno protagonismo di Sofri, insieme al sottile vittimismo suo e dei suoi amici, che disturbano
l’eterno protagonismo di Sofri, insieme al sottile vittimismo suo e dei suoi amici, che disturbano. «Quella è gente che si considera al di sopra di tutto, di qualunque giudizio. Perché sono grandi intellettuali, perché frequentavano Moravia, perché facevano, e fanno parte di un circolo sostanzialmente elitario. Non è che loro non accettano la condanna, loro non accettano neanche di essere giudicati. Il solo fatto che qualcuno abbia la presunzione di esercitare un giudizio sulla loro storia, sulle loro vicende personali e umane per loro è intollerabile. A parte che ho sentito dire da persone insospettabili che Sofri non c’entra perché è intelligente. Siamo a Lombroso. Una discriminazione che più classista non si potrebbe». (Enrico Gilmozzi a Massimo Fini)