Renato Farina, Il Giornale, 15/02/1997, 15 febbraio 1997
Ma Calabresi... perché Sofri non dice che era un uomo buono? «Ma questo diventa un ricatto. Sofri è in prigione non perché ha scritto cose violente
Ma Calabresi... perché Sofri non dice che era un uomo buono? «Ma questo diventa un ricatto. Sofri è in prigione non perché ha scritto cose violente. Ma perché ritenuto il mandante di un omicidio. Lui non ha mandato nessuno. Se l’avessero messo in prigione per quelle cose dette e scritte, per il reato morale di cattivo maestro, non avrebbe nulla da ridire. Ma c’è un tremendo errore logico quando si confondono le due cose. Perché si deve obbligare Sofri a pensare che Calabresi è stato un poliziotto perfetto? Che c’entra?”. (Carlo Panella a Renato Farina).