Giampaolo Pansa, L’Espresso, 20/02/1997, 20 febbraio 1997
Se a Genova i 58 mila giovani che non hanno mai trovato un lavoro scendessero tutti in piazza, cancellerebbero di colpo il ricordo della rivolta del luglio 1960
Se a Genova i 58 mila giovani che non hanno mai trovato un lavoro scendessero tutti in piazza, cancellerebbero di colpo il ricordo della rivolta del luglio 1960. Ma per fortuna c’è, per l’appunto, la famiglia. Che spesso è anche una sfortuna. Parlo della famiglia lunga, larga, troppo tenerona, arrendevole, che consente tutto ai pargoli cresciuti, che non li convince a imparare un mestiere, che li manda all’università, però non li mette alle strette, non li vincola a scadenze rigorose. Quando studiavo all’università di Torino sono andato fuori corso di sei mesi perché ero alle prese con una tesi di laurea complessa, ma il mio papà operaio rognava, oh se rognava! Oggi incontro dei giovani fuoricorso da tre, quattro anni. Chiedo: perché mai? Risposta: tanto poi il lavoro non lo trovo. Chiedo ancora: e i tuoi genitori come reagiscono? Risposta: niente, capiscono, comprendono.