Marcello Veneziani, Il Giornale, 14/02/1997, 14 febbraio 1997
Questo è un Paese in cui la forbice tra chi non lavora più e chi non lavora ancora si sta restringendo paurosamente
Questo è un Paese in cui la forbice tra chi non lavora più e chi non lavora ancora si sta restringendo paurosamente. La barriera esile sono i quarant’anni. Poco prima c’è la probabilità di essere disoccupati, poco dopo c’è la probabilità di essere pensionati. Ho visto le loro facce da panda sconsolati, il finto-vecchio, l’aspirante-vecchio e il finto-bambino e ho capito di non avere né cuore né cervello. Ognuno aveva le sue buone ragioni: la previdenza è allo sfascio, se non si coglie l’occasione buona si rischia l’ergastolo senza pensione, la scuola fa schifo, insegnare è mortificante, i ferrovieri si sentono continuamente processati e per giunta vanno come pazzi a fari spenti nella notte, secondo un’accreditata leggenda. E lui, il povero disoccupato, che colpa ne ha, ha bussato a 40 porte.