Marcello Veneziani, Il Giornale, 14/02/1997, 14 febbraio 1997
E già, perché le sorprese non sono finite. Quando siamo passati a esibirci lo stato di famiglia (non ci vedevamo da una vità) ho appreso una situazione analoga alla precedente: uno di loro non è più sposato e un altro di loro non è ancora sposato
E già, perché le sorprese non sono finite. Quando siamo passati a esibirci lo stato di famiglia (non ci vedevamo da una vità) ho appreso una situazione analoga alla precedente: uno di loro non è più sposato e un altro di loro non è ancora sposato. Separato e single. E il terzo? Lui è sposato, ma per ora, dice, non vuol saperne di far figli. Sapete, è da irresponsabili, dice lui, mettere al mondo figli, con questa precaria situazione, con il disastro ecologico e previdenziale, e via dicendo. E allora io, coniugato fesso con altri due fessacchiotti a carico, ho reagito inviperito: ma come, figliavano quando la mortalità infantile era altissima, quando si mangiava il pane raffermo e si dormiva tutti in una stanza; si scommetteva sull’avvenire con le guerre ogni dieci anni e la miseria per le strade, e tu ti spaventi? Vigliacco! Poi, ha fatto di nuovo gli occhietti da panda e ho ritirato l’invettiva, dicendogli: sai, è tutta invidia, la mia. Ma non era vero.