Marcello Veneziani, Il Giornale, 14/02/1997, 14 febbraio 1997
Doveva essere un’allegra rimpatriata e invece è stata un’apocalisse: non ho visto futuro nelle loro parole, nei loro occhi
Doveva essere un’allegra rimpatriata e invece è stata un’apocalisse: non ho visto futuro nelle loro parole, nei loro occhi. Non ho visto la vita, anche se tutti o quasi navigavano che è una bellezza su Internet e facevano zapping che è una meraviglia. Voi pensate che un Paese, una società, possa andare avanti in questo modo? Che possa dire qualcosa nell’avvenire, possa sopravvivere e non squagliarsi di fronte all’invasione a questo punto fatale e meritata di immigrati? Ecco, sono quelli i parametri giusti che ci mancano per entrare nella Casa Comune. Che non è semplicemente l’Europa. Ma è il Domani, il nostro domani. Si allunga la vita ma si accorciano le aspettative di vita. Si gonfia il presente ma si rattrappiscono la memoria e la speranza. Benvenuti a pensiolandia, dove si resta bambini a sessant’anni e si diventa vecchi a quaranta, metà nonni e metà nipotini. Mai adulti.