Stenio Solinas, Il Giornale, 12/02/1997, 12 febbraio 1997
Come capita spesso a chi scopre di essere nato in ritardo rispetto al proprio tempo elettivo, si costruì un mondo su misura, ma invece di chiudersi in esso cercò di farlo scivolare fra le maglie del presente
Come capita spesso a chi scopre di essere nato in ritardo rispetto al proprio tempo elettivo, si costruì un mondo su misura, ma invece di chiudersi in esso cercò di farlo scivolare fra le maglie del presente. Entrando da Sotheby’s, la celebre casa d’aste, combinò il suo amore per il passato e per il bello, con la necessità di trovare un lavoro. La fortuna gli sorrise. Erano gli anni in cui esplodeva la passione per gli Impressionisti e la pittura del primo Novecento e alla Goldschmidt Sale si celebrava la più grande vendita di Manet, Cézanne, Van Gogh, Renoir di tutti i tempi, la regina Elisabetta la visitava, scortata da Sir Antony Blunt, il grande critico non ancora smascherato come quinta colonna di Mosca, fra il pubblico che la sera affollò l’asta sedevano William Somerset Maugham e Margot Fontayn... Sotheby’s creò, per star dietro a quel mercato, un dipartimento indipendente; nel giro di pochi anni Chatwin ne divenne il responsabile.