Stenio Solinas, Il Giornale, 12/02/1997, 12 febbraio 1997
Di questi tempi è tornata alla ribalta la faccia nascosta e meno presentabile del mercato antiquario: trafugamenti, acquisti illegali su commissione, contrabbando d’oggetti
Di questi tempi è tornata alla ribalta la faccia nascosta e meno presentabile del mercato antiquario: trafugamenti, acquisti illegali su commissione, contrabbando d’oggetti. Chatwin non ne fu immune, per interesse e per diletto, per conto terzi e per conto proprio. Si attagliava perfettamente al suo lato un po’ infantile di concepire l’avventura. Al Cairo lui e un altro mercante d’arte attraversarono la frontiera fingendosi australiani, il cappellone da farmer ben piantato sulla testa. Era stata un’idea di Bruce, convinto che la fama di ferocia che quest’ultimi si erano lasciati in Egitto dai tempi della Grande guerra avrebbe tenuto lontano i doganieri. Andò tutto bene, ma per caso: entrambi avevano passaporti britannici e, qualora ci fosse stato un controllo minimamente accurato, sarebbe saltata agli occhi la bizzarria del travestimento a dispetto dell’effettiva nazionalità. In Francia, mandato a recuperare un Cézanne, si vestì da pittore, con tanto di paletta per i colori, la tela incriminata arrotolata sotto il braccio. Al momento di dichiarare a chi appartenesse, replicò: «Moi-meme, jé suis peintre». Per la serie non dare nell’occhio...