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 1997  febbraio 14 Venerdì calendario

Era la Dorian Gray di Baggio, o si trattava della vera, bellissima Dorian Gray dell’Italia degli anni Cinquanta? Chiunque fosse, quella che alle 3 di ieri è spirata nella sala di rianimazione dell’ospedale San Carlo era una donna disperatamente sola, chiusa nel suo modesto bilocale al nono piano d’un palazzone del Comune, al 44 di via Bagarotti, tra Baggio e il Quartiere degli Olmi

Era la Dorian Gray di Baggio, o si trattava della vera, bellissima Dorian Gray dell’Italia degli anni Cinquanta? Chiunque fosse, quella che alle 3 di ieri è spirata nella sala di rianimazione dell’ospedale San Carlo era una donna disperatamente sola, chiusa nel suo modesto bilocale al nono piano d’un palazzone del Comune, al 44 di via Bagarotti, tra Baggio e il Quartiere degli Olmi. Ede Clemente, questo il nome della donna scomparsa, si è sentita male martedì mattina. Soffriva da tempo, spesso cadeva, invocava aiuto dietro la porta o chiamando al telefono i vicini. E i vicini accorrevano premurosi, come forse soltanto in certe periferie è ancora possibile. Martedì era intervenuta la sua dirimpettaia, la signora Rosalia Bonomo, che da alcuni giorni la accudiva, le recava conforto. Ede, come Dorian Gray, era molto bella. Ma da tempo si era data all’alcool. E fumava tantissimo, portava alla bocca la sigaretta con la mano affusolata nel gesto elegante che tante volte i vicini - il custode Antonio Schinco e la moglie Rosina Sassone, per esempio - avevano visto in televisione, quando sul piccolo schermo passavano film come ”Crimen”, ”Mogli pericolose”, ”Totò, Peppino e la malafemmena”. Già, perché Ede da un po’ di tempo - per solitudine e forse per residua vanità -, aveva cominciato a raccontare d’un passato di attrice che l’aveva vista al fianco di attori come Sordi e Gassman, Manfredi, Silvana Mangano, Totò.