Valerio Magrelli, Il Messaggero, 21/02/1997, 21 febbraio 1997
«Al suo arrivo a Londra, la duchessa di Dino era stata preceduta dalla fama di essere assai competente in materia di ginnastica erotica, il che aveva fortemente scandalizzato tutte le signore, che avevano annunciato l’intenzione di non invitarla, di stroncarla (to cul her), come si usa dire
«Al suo arrivo a Londra, la duchessa di Dino era stata preceduta dalla fama di essere assai competente in materia di ginnastica erotica, il che aveva fortemente scandalizzato tutte le signore, che avevano annunciato l’intenzione di non invitarla, di stroncarla (to cul her), come si usa dire. Montrond, volendo mettere ordine nella faccenda, prese in disparte il nipote di lord Palmerston, un metro e ottanta di babbeo, dicendogli: ”Uno sciocco come voi non può che essere sprovvisto di un’amante. Ve ne serve una, e non da poco. Ho quel che fa per voi. Mme de Dino, per esempio, ma per averla ci vuole coraggio. Il metodo è il seguente: quando sarete solo con lei, chiudete la porta a doppia mandata, buttatela sul canapè o sul tappeto, scopatevela e tutto il resto, ma soprattutto non perdete tempo in chiacchiere inutili”. Il bel tomo, che a quella prospettiva si sentiva già l’acquolina in bocca, va difilato a casa della duchessa, le rovescia i vestiti e comincia a lavorarsela. Lei strilla, vola agli occhi dello stupratore e gli stampa in faccia l’impronta netta delle sue dieci unghiate. La lotta durò poco, dopo di che l’Inglese, sconfitto, se ne andò tutto sanguinante e la duchessa, padrona del campo di battaglia, acquistò fama di essere un mostro di virtù».