Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 1996  dicembre 27 Venerdì calendario

Le imprese statali sono in perdita? «In perdita enorme. Ma non si possono chiudere, perché questo significherebbe buttare sul lastrico centinaia di migliaia di persone

Le imprese statali sono in perdita? «In perdita enorme. Ma non si possono chiudere, perché questo significherebbe buttare sul lastrico centinaia di migliaia di persone. Una stima del 1994 valuta in 200 milioni coloro che sono dediti a un ”lavoro rurale superfluo”. Si calcola che nel Duemila i disoccupati saranno duecento milioni. Adesso chi non ha più lavoro in campagna viene a cercare fortuna in città. Si tratta di 60 milioni di persone. Nel libro: Guardando alla Cina con un terzo occhio sta scritto: ”Tutte le dinastie sono state distrutte da lavoratori migranti sradicati”. Davanti alla stazione di Pechino ci sono molti uomini fermi ad aspettare con un biglietto sul petto: manovale, carpentiere, cuoco. Sul famoso lungofiume Bud di Shanghai sono comparsi i primi mendicanti bambini. Sono sporchi e dànno fastidio».