Federico Bini, Sette, 20/02/1997, 20 febbraio 1997
La misura della condanna che mi sono guadagnato - 22 anni, ridotti da appositi computisti a 19 anni, 9 mesi e 19 gioni - è per me priva di qualunque senso reale
La misura della condanna che mi sono guadagnato - 22 anni, ridotti da appositi computisti a 19 anni, 9 mesi e 19 gioni - è per me priva di qualunque senso reale. una cifra a mezzo fra certi numeri astronomici inconcepibili e una battuta di Totò», ha scritto Adriano Sofri, in carcere a Pisa come mandante dell’omicidio Calabresi, sul ”Foglio” dell’8 febbraio. E ha aggiunto: «Se fossi abbastanza longevo, la mia condanna scadrebbe nel 2015».