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 1997  febbraio 19 Mercoledì calendario

In quel momento non se ne fece niente perché la Francia considerò una svalutazione del franco come un disonore del tutto incoerente con ”la grandeur de la France”

In quel momento non se ne fece niente perché la Francia considerò una svalutazione del franco come un disonore del tutto incoerente con ”la grandeur de la France”. Quella decisione, la Francia l’ha pagata molto cara. La disoccupazione, che era già al 10% nel 1992, è cresciuta fin quasi al 13%. Tutte le considerazioni che allora militavano a favore di quella specie di ”Maastricht Junior”, lasciando all’inizio fuori la Germania, possono valere anche oggi. Per di più, oggi, una rivalutazione del marco avrebbe effetti negativi sulle esportazioni tedesche in un momento nel quale proprio le esportazioni tedesche sembrano essere l’unica cosa che tira nelle difficili condizioni congiunturali della Germania. Per evitare o limitare questa perdita è quindi prevedibile che la Germania sarebbe costretta ad abbassare i suoi tassi di interesse e di fatto imiterebbe così la politica economica dei Paesi partecipanti al ”Maastricht Junior”. In questo caso sarebbe finalmente l’Europa con la sua Banca Centrale a guidare la Germania sulla strada giusta invece che, come è avvenuto finora, a essere la Germania a forzare l’Europa lungo una strada sbagliata. In queste condizioni, è prevedibile che, prima o poi, la Germania chiederebbe di essere riammessa e questo reingresso dovrebbe essere subito concesso, ma a una parità del marco più elevata di quella iniziale. Così si arriverebbe finalmente al vero trattato di Maastricht e presumibilmente con una Germania forte ma senza ”potere assoluto”.