Vittorio Zucconi, La Repubblica, 15/02/1997, 15 febbraio 1997
stata la videocassetta di Bambi messa in vendita dalla Disney a rimescolare antiche lacrime e nuovi rimorsi illuminando un dramma poco conosciuto
stata la videocassetta di Bambi messa in vendita dalla Disney a rimescolare antiche lacrime e nuovi rimorsi illuminando un dramma poco conosciuto. Mille e 400 morti e feriti gravi, e chissà quante migliaia di cervi uccisi, non sarebbero neppure, in una nazione dove quasi 20 mila persone perdono la vita sulle strade ogni anno, una cifra sensazionale, se non fosse per il tasso di incremento che è fortissimo, e per il simbolismo di queste morti, provocate da uno degli animali più miti e timidi del creato. Nessuno si turba, o si scandalizza, se i serpenti a sonagli periodicamente azzannano un campeggiatore in Arizona, se un orso Kodjak in Alaska pranza con un turista incauto che scambia questi animali magnifici e terribili per lo Yoghi di Hanna e Barbera. Ma pensare che le vittime dei serpenti velenosi, degli orsi, degli squali, dei pochi superstiti felini e lupi siano’tutte assieme’ un decimo di quelle provocate da Bambi in un anno, disturba il nostro universo culturale Disneyzzato. E ci pone di fronte a un dramma che il sentimentalismo ecologista non può risolvere: il fallimento dei tentativi di ingegneria ambientale basata su interventi parziali e selettivi.