Vittorio Zucconi, La Repubblica, 15/02/1997, 15 febbraio 1997
Il dramma è quello della crescita incontrollata di popolazioni di animali oggi protetti dal loro principale nemico: il predatore uomo
Il dramma è quello della crescita incontrollata di popolazioni di animali oggi protetti dal loro principale nemico: il predatore uomo. Il numero dei cervi viventi negli Stati Uniti è superiore, secondo il Park Service, i rangers, a quello che esisteva all’arrivo dell’uomo bianco mezzo millennio fa quando gli uomini erano 10 milioni. Soltanto in Pennsylvania, dove pure stanno grandi metropoli come Philadelphia e Pittsburgh, ci saranno questa primavera almeno 20 milioni di Bambi: due per ogni umano. Eppure la Pennsylvania è lo stato del Cacciatore di cervi, il Deer Hunter di Cimino e De Niro, dove uccidere i cervi è un culto, una prova di virilità, un segnale di patriottismo primitivo che attraversa tutte le classi e le età. Il giorno dell’apertura della caccia, i giornali pubblicano l’elenco dei medici che lasciano studi e ambulatori per buttarsi sulle tracce di Bambi, officine e laboratori si fermano e le scuole chiudono, anche per evitare che qualche scolaretto finisca tra i trofei, visto che il dì dell’apertura è anche il giorno di massima vendita annuale di birra e alcolici.