Sergio Bocconi, Corriere della Sera, 13/02/1997, 13 febbraio 1997
Il mito però non l’ha trattenuta in banca. «Vi sono entrato nel ’51 perché, morto mio padre, sono stato costretto a prendere in anticipo la maturità classica e a lavorare
Il mito però non l’ha trattenuta in banca. «Vi sono entrato nel ’51 perché, morto mio padre, sono stato costretto a prendere in anticipo la maturità classica e a lavorare. Ma in banca sono sempre stato un po’ un ”turista”. Volevo insegnare e scrivere. Ho scritto La morte in banca proprio nei primi due anni. L’ho fatto leggere a Vittorini, il quale mi ha incoraggiato a laurearmi, lasciare la banca e fare lo scrittore. Suggerimenti che assecondavano le mie aspirazioni e che ho seguito. Ho fatto l’università studiando di sera, in sei anni. Poi, nel ’61, ho dato le dimissioni. Ma al Credito lo sapevano da tempo che me ne sarei andato». (Giuseppe Pontiggia a Sergio Bocconi).