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 1997  febbraio 15 Sabato calendario

I medici di Cardiff sono convinti di trovarsi di fronte ad un caso banalissimo. Iniziano un trattamento a base di antibiotici e rimandano il paziente a casa

I medici di Cardiff sono convinti di trovarsi di fronte ad un caso banalissimo. Iniziano un trattamento a base di antibiotici e rimandano il paziente a casa. Ma il caso banalissimo non è. Dopo un po’ l’uomo ritorna. La mano è ancora arrossata e la puzza aumenta. Viene chiamato un chirurgo, con il compito di cercare se per caso è rimasto dentro un frammento di osso, ma il frammento non c’è. Si cerca il pus. Ma non ve ne è traccia. Gli viene tolto un piccolo pezzo di pelle per vedere se c’è qualche anomalia, ma l’anomalia non c’è. Una luce di speranza viene da un ulteriore esame del tessuto. Salta fuori un microrganismo (il suo nome: Clostridium novyi di tipo B) e tutti pensano di avercela fatta: nella provetta viene distrutto da diversi antibiotici. Nella realtà, due mesi di trattamento lasciano le cose come prima. Il poveretto è tornato in ospedale e questa volta la sala d’attesa, che pure ha grandi dimensioni, si è svuotata in un attimo: sembrava di essere in un obitorio dopo due giorni di black out. Quando poi il paziente è entrato nella stanzetta di pochi metri quadrati dell’ambulatorio il tanfo si è fatto «francamente insopportabile», come ha scritto sulla rivista scientifica ”Lancet” l’équipe dell’ospedale.